Elettrodomestici non-identificati è un viaggio in un futuro che non si è mai realizzato, se non nell'immaginario fantascientifico di progettisti e designer dei primi 50 anni del secolo scorso. Un futuro proiettato con entusiasmo verso il sogno dell'esplorazione spaziale, delle metropoli aeree, delle automobili e dei bus volanti. Il 2000 così come lo avevano concepito in quegli anni è raccontato mediante il design di oggetti d'uso quotidiano, recanti l'indiscutibile traccia di quel sogno: piccole e grandi invenzioni dalle forme inconsuete che agli occhi di oggi appaiono oltremodo improbabili e stravaganti.
Oggetti avveniristici per quell'epoca, ma destinati oggi a rimanere artefatti di difficile identificazione: elettrodomestici non identificati, per l'appunto.
Questa mostra, propone al visitatore una serie di viaggi nel tempo: inizialmente varca la soglia di un museo degli anni Cinquanta per accorgersi, una volta all'interno, di come in esso sia stato futuristicamente immaginato e allestito uno spazio espositivo del 2000. Il pubblico è così invitato a guardare con occhi nuovi il proprio presente, con gli occhi e le matrici mentali degli anni Cinquanta.
Protagonisti della rassegna è l'elettrodomestica, settore specifico del disegno industriale, indagata nella sua evoluzione a partire dall'inizio del XX secolo fino agli anni Cinquanta, evidenziando le inaspettate interazioni tra l'elettrodomestica e la forza evocativa dell'immaginario fantascientifico e ufologico di quegli anni.
I risultati, come svela il percorso della mostra, sono spesso sorprendenti e a volte curiosi, legati da un lato alle conoscenze tecnologiche dell'epoca di progettazione, dall'altro alla fantasia di designer
emuli di Jules Verne.
Le nostre previsioni per il futuro saranno più realistiche di quelle ipotizzate negli anni 50 per il 2000? Riusciremo ad immaginare un'evoluzione tecnologica che si avvicini effettivamente alla realtà?
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